Cambiare la destinazione d’uso di un immobile oggi sembra più semplice, ma la realtà è un po’ più complessa di così. Il segreto per non sbagliare sta nel trovare il giusto equilibrio tra le novità del Decreto Salva Casa e le regole (spesso rigide) del proprio Comune.
La riforma del Testo Unico Edilizia (Art. 23-ter del DPR 380/2001) ha ridefinito le possibilità di mutamento d’uso, ma il coordinamento con le regole locali resta il pilastro fondamentale per la certezza operativa.
Questa evoluzione normativa rafforza la missione di COSVIM Immobiliare: costruire e riqualificare con cura, navigando con precisione tecnica tra le leggi statali e gli strumenti urbanistici comunali per garantire il massimo valore e la massima sicurezza legale a ogni progetto.
COSA SIGNIFICA QUESTA RIFORMA?
◼ Semplificazione e Riuso: È ora facilitato il passaggio tra diverse categorie funzionali (ad esclusione di quella rurale) anche in assenza di opere, favorendo la rigenerazione e l’adattamento del patrimonio edilizio esistente.
◼ Centralità dei Comuni: Nonostante l’apertura statale, ai Comuni è affidato il compito di definire “specifiche condizioni” oggettive ed espresse per governare le trasformazioni, come chiarito dalla Circolare MIT del 30 gennaio 2025.
◼ Orientamenti Giurisprudenziali: La sentenza TAR Lazio n. 2533/2026 ha stabilito un principio chiave, le vecchie norme comunali non possono limitare automaticamente la riforma statale se non vengono espressamente motivate e aggiornate alla luce del nuovo quadro normativo.
